22nd World Championship

Eccomi qua, alla vigilia di quello che doveva essere il mio ottavo mondiale. Purtroppo un sogno che svanisce un giorno di luglio durante l'ultimo allenamento prima della pausa estiva: ultimo esercizio, ultima serie, un dolore lancinante al petto mi ferma. La diagnosi è fin troppo chiara: strappo di terzo grado. In quel momento il mondo mi è crollato addosso.

Il mio primo pensiero è al mondiale, mancano ancora tre mesi, mi dico, e di queste battaglie ne ho già combattute.

Inizio subito le cure, il dolore ficcante dei primi giorni si affievolisce ma a settembre mi accorgo che forse l' infortunio non è passato come speravo. I primi giorni di ottobre durante la visita di controllo il medico gela i miei entusiasmi comunicandomi che l'infortunio non si è riassorbito completamente.

Stefano, non fai il mondiale.

Non so quanti mondiali avro davanti. Il nostro sport non fa sconti a nessuno, non regala soldi o notorietà, anzi molte volte la gente tende a sotterare tutto quello che di buono hai fatto.

Ciò che posso dire è che mi regala emozioni speciali, sono stato lontano dal raduno al Centro Olimpico di Ostia il più possibile, dove i miei amici, compagni di allenamento e avventure stanno faticando e sono concentrati, in vista di quel mondiale a cui non parteciperò.

Sono sicuro che torneranno da Brema con tante medaglie, e un'altra bellissima esperienza da raccontare.

Troppe sensazioni, troppe ansie, ho preferito stare in silenzio aspettando che questa nuova cicatrice si chiuda e si risani, per essere di nuovo pronto a combattere di nuovo.

Ringrazio tutti coloro che mi seguono e mi scrivono belle parole di incoraggiamento e conforto, i miei compagni di squadra e i miei allenatori che mi stanno vicino.

Ho deciso che non andrò a Brema per non alimentare nuove emozioni, ma sarò con voi con tutto il mio tifo.

Tranquilli...il capitano ritorna.

Stefano Maniscalco